L’11 marzo 2011 il Giappone è stato colpito da un terremoto di grado 9. Le conseguenti onde di maremoto (tsunami) hanno gravemente danneggiato le centrali nucleari di Fukushima. Una prima valutazione dell’IRSN stima che al 22 marzo la quantità di radioattività rilasciata sia circa il 10% di quella di Chernobyl.
Nei giorni 15 e 16 marzo il vento ha trasportato sostanze radioattive sulla città di Tokio: si è rilevata la presenza di I-131 e Cs-137 in aria.
Alcune persone provenienti da Tokyo sono state sottoposte al controllo della radiocontaminazione di cute ed abiti, a monitoraggio tiroideo per la ricerca di I-131 e all’analisi radiotossicologica delle urine per verificare l’eventuale presenza di altri radionuclidi. In alcuni dei soggetti controllati solo l’analisi delle urine ha rivelato tracce di I-131: le quantità incorporate sono comunque tali da non produrre conseguenze sanitarie.
Permane purtroppo serio il rischio radiologico di chi invece si trova entro una decina di km dagli impianti. Per seguire la situazione consigliamo i siti di IAEA e WHO.